#FestaRadio2019 19 Agosto The Atheist e Toughest Soundsystem in Tenda Blu

Il 19 Agosto è una serata davvero crucial per la musica in levare durante l’edizione 2019 la festa di Radio Onda d’Urto: sul palco della Tenda Blu dopo i live show del palco principale, il Dub targato The Atheist e i vinili dei Toughest Soundsystem a seguire.

The Atheist, Toughest Sound?! Ebbene sì! Insieme. Sul palco il concerto di Horace Andy e Dub Archive (Clicca qui per maggiori info). Ma la festa non finisce. Subito dopo i live del palco principale la Tenda Blu si accende con la Dub Music targata The Atheist e con i vinili targati Toughest Soundsystem.

È stato il punto 0 del arrivo del mondo Dub. Le date sono state variegate e sono state soddisfacenti. Il mio nickname ha creato un pelino di diffidenza per il lato religioso della musica. (The Atheist)

Urban Paranoia è il disco targato The Atheist, all’anagrafe Andrea Bottaro, che ha già avuto il piacere e l’onore di salire sul palco di Festa di Radio Onda d’Urto anche in altre occasioni

Cominciando con il dire che Radio Onda d’Urto ho avuto il modo di conoscerla già dal palco principale. Un super ambiente. La Festa in questo momento è di certo un baluardo aggregativo, culturale: con tutto questo da più di 20 anni si respinge il male. Evviva Radio Onda d’Urto! (The Atheist)


Un viaggio lungo 12 tappe, fra le strade, la nebbia, il cemento e i pensieri delle nuove generazioni, a volte con le mani e le menti legate dalle nuove tecnologie (che di nuovo ormai hanno sempre meno nda) a volte repressi dalle paranoie urbane. Un viaggio che comincia con voce suadente di Daria che interpreta perfettamente il riddim che da il nome a questa prima release del bassista e compositore savonese. Si prosegue con un altro featuring di spessore a livello Reggae italiano: Attila e la sua interpretazione su New Gun. Una cavalcata fra bassi e ritmiche serrate. Tanto che ti toglie il fiato. China Girl e Babylon System riportano la calma elettronica nel impianto per poi invadere le vene con Rage e la successiva Deep Space Dub. Dancin’ on Your Grace invece, ti porta in avanti per poi rispedirti indietro con il suo drop beat e le sue atmosfere oniriche, che vengono ancora spazzate via dalla più melodica e dolce Fightin’ For Love. Infine l’uscita dalla città tanto paranoica descritta da The Atheist: Panorama, Hit From The East e Universal aprono la mente del ascoltatore verso spazialità sonore con quel tocco di psichedelia sonora tipica delle produzioni Dub.

Non solo Urban Paranoia. Qualcosa bolle in pentola.

Sto preparando anche un nuovo disco post-Urban Paranoia. Sarà un disco piuttosto diverso, più vicina alla matrice roots. Tanti guest presenti. (The Atheist)

 

Pagina Facebook https://www.facebook.com/theatheistdub/

 

La festa in levare però non finisce qui sul palco della Tenda Blu. A seguire il DJSet su vinili targato Toughest Soundsystem: collettivo che non ha bisogno di grandi presentazioni nel Nord Italia. Mattatori, affamati di vinili e di vibrazioni positive.

Innanzitutto è da sempre qualcosa di leggendario. Siamo sempre stati legati ad un ambito etico-sociale, vicinissimo al mondo della Radio. Un messaggio che ci porta avanti come Sound: la musica deve poter scorrere come un fiume in piena. Mettere i dischi dopo Horace Andy (sul palco principale) è un onore e un piacere immenso.

Abbiamo chiesto anche ai Toughest Soundsystem cosa ne pensano del mondo della Reggae Music italiana e un fatto particolare che li ha coinvolti nella loro carriera.

Lo vediamo come mi vediamo noi la mattina allo specchio: vediamo una grande passione, vediamo che è un mondo che si autopulisce da schifezze. Purtroppo, secondo noi, è però penalizzato da pochi investimenti, in un paese difficilissimo. Detto questo, chi c’è corre e ce la mette tutta. Serve comunque ricambio generazionale.

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Per noi è stato molto figo organizzare una serata chiamata Molecole Festival (Pavia, Italia) con artisti davvero interessanti. Uno dei due, però, perde l’aereo. Un disagio. La serata comincia e lui non arriva. Finalmente arriva, corriamo come dei pazzi. Arriviamo finalmente al palco, gli lanciamo un asciugamano e, in men che non si dica, immediatamente è sul palco e lo show decolla. È figo trovare artisti della scena che si interessano alla buona riuscita di un festival e al luogo dove si trovano.

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